Due mesi fa ho iniziato a prendere lezioni di tennis. La prima volta che mi avvicinai a questo sport avevo sette anni. Lasciai subito perché non c’erano le condizioni per praticarlo con costanza e mi dedicai a un’altra disciplina che amai tantissimo: la scherma. Alla fine del 2024, quando una mia amica mi ha parlato delle sue lezioni di tennis, ho deciso di riprovarci, memore del mio primo tentativo non andato a buon fine.
Il tennis, come molti altri sport, ha una forte componente tecnica. Non si tratta solo di muoversi per colpire la pallina e mandarla dall’altro lato della rete. Bisogna farlo bene. E per farlo bene, occorre assimilare una serie di elementi che riguardano forza, posizione, traiettoria, distanza, velocità e, infine, il tempo. Il tempo ed il mio maestro di tennis mi hanno fornito un insegnamento molto importante.
Sono una persona a cui piacciono l’ordine, la disciplina e il fare le cose nel modo corretto. Allo stesso tempo, tendo ad alzare un po’ troppo l’asticella quando si tratta di raggiungere traguardi e completare compiti. Negli anni ho imparato a gestire questa mia inclinazione, ma a volte ci ricasco, soprattutto quando mi cimento in qualcosa di nuovo. In quei momenti devo fare i conti con quella parte di me che cerca di sabotarmi, ripetendomi: “Tanto non ce la faccio”. Il risultato? Mi distraggo, perdo la concentrazione e sbaglio i tempi, arrivando sulla pallina con un anticipo di una frazione di secondo che rovina tutto il colpo. In questi momenti il mio maestro mi ripete una frase: “Datti il tempo, Fabrizia”.
Di solito non amo le ripetizioni, ma questa, a forza di ascoltarla, mi ha dato una sensazione di conforto. Era un modo gentile per evidenziare un errore su cui lavorare, senza farlo pesare troppo. Era anche un modo per ricordarmi che gli errori sono normali e che si possono correggere. Questa frase è diventata uno dei miei mantra. L’ho fatta mia in ogni ambito della vita.
Forse capita anche a te di sentirti sopraffatto dalle troppe cose da fare, dalla paura di non farcela, dai vecchi schemi mentali che si impongono sulle tue dinamiche. Magari ti affanni per raggiungere un obiettivo e, di conseguenza, perdi il focus su ciò che conta davvero. Quando mi accorgo di “correre troppo” per prendere le palline che mi lancia la vita, mi ripeto: “Datti il tempo, Fabrizia”. E quando mi concedo il tempo di vedere le cose per quello che sono, ecco che arriva il conforto, e subito dopo, la soluzione. Ho ripensato a tutti i momenti in cui ho applicato questa lezione prima di vederla così chiaramente come la vedo oggi. Si insidiava già dentro di me, aveva bisogno solo di venir fuori con consapevolezza.
Darsi il tempo nel lavoro. Dopo sei anni, posso finalmente dire di aver trovato un buon metodo di organizzazione in cui il mio team e i miei clienti si trovano bene. Quando impari a riconoscere ciò che conta davvero, tutto il resto si ridimensiona: collaboratori e soci non in linea con i tuoi obiettivi, clienti con richieste assurde, perdite di tempo travestite da urgenze.
Affrettarsi nel prendere una decisione solo per ansia o per il bisogno di “spuntare una casella” può portare a situazioni indesiderate. E quando ci troviamo in una situazione non voluta perché non l’abbiamo davvero ponderata, il risultato è il doppio dei problemi di prima. Rimettere tutto in ordine richiede ancora più tempo e fatica. Pensaci.
Darsi il tempo nella vita personale. Anche nella vita privata, prendersi il tempo giusto può migliorare di molto la qualità della nostra esistenza. Non ti ritroverai più a passare serate di scarsa qualità con persone con cui non vuoi davvero stare, solo per evitare un senso di colpa. Non ti caricherai di un altro “ci penso io” quando sei già sull’orlo dell’esaurimento. Non metterai da parte il tuo benessere perché “prima devi” fare qualcosa per qualcun altro. Prendersi il tempo per se stessi e per le proprie scelte riduce lo stress. Di molto. E quel poco che basta per cambiare davvero qualcosa.
Potrei raccontarti di quella volta in cui, pur di completare ogni task (tra cui organizzare una cena romantica cucinata da me con tanto di fantasie hot), ho finito per rovinare tutto. Risultato? Cena immangiabile, pessimo umore, ritardo su tutta la linea e un momento hot che si è trasformato in un momento ice. Avevo dato tutto prima e, alla fine, non avevo più nulla da dare.
In quale ambito della vita senti il bisogno di “darti il tempo”?
Fabrizia
