Un portfolio clienti è per sempre.

Quanti traslochi facciamo nel corso della nostra vita? Quando provo a contare i miei non ci riesco. L’ultimo in particolare è stato quello più pesante. Non in termini di quantità ma di qualità diciamo. Sono ripartita da una serie di scelte che, con il passare del tempo, si sono rivelate poco convincenti e, una volta pagate una per una, ho preso un treno con due valige alla volta di una nuova vita. 

Strano eh? Una donna che fa un trasloco con solo due valige non si sente tutti i giorni. Quella mattina quando ho alzato il mio trolley pesava da morire. Sembrava portassi un cadavere all’interno di esso. Durante il viaggio mi sono resa conto che quello che mi stava pesando era il prezzo che ho dovuto pagare per tutte le scelte fatte nell’ultimo anno e mezzo. Un prezzo che mi ha portato via una parte di me, per sempre.

Ho ripensato al mio mentore, Napoleon Hill, e alle sue parole:

“Gli uomini  che hanno successo prendono delle decisioni tempestivamente, e le modificano, se mai lo fanno, con molta lentezza. Gli uomini che falliscono prendono delle decisioni, se mai le prendono, molto lentamente, e le cambiano di frequente e con rapidità. Indecisione e procrastinazione sono fratelli gemelli. Dove trovi l’una, di solito puoi trovare anche l’altra. Uccidi questa coppia prima che ti incaprettino completamente alla ruota del fallimento.”

Alla fine io avevo scelto tempestivamente e, nel tempo, avevo modificato queste scelte per arrivare a nuove conclusioni. Non avevo fallito. Stavo solo riformulando la mia vita. Sorridendo arrivai a destinazione, la valigia pesavo molto meno. Infatti al suo interno non trovai più il “cadavere” ma solo i miei abiti.

Fa ma tutto questo cosa c’entra con il web marketing?

Questo aneddoto mi ha fatto pensare a ciò che spesso mi è capitato sul lavoro. Alcune aziende, agenzie o privati, nonostante abbiamo un’attività aperta da anni, sono sprovvisti di una parte importante dei loro siti web: il portfolio clienti. Quando ho domandato come mai una delle risposte che ho reputato peggiori è stata “eh si lo so. Ho così tanta roba da revisionare che non saprei da dove iniziare e quindi rinvio!”.

Quanto costano le scelte che facciamo nella vita e nel lavoro? Ma soprattuto la domanda è: quanto costa stare fermi? 

Tutto ha un prezzo. Nel primo caso è un prezzo che alla fine paghiamo volentieri perché lo abbiamo deciso noi. Nel secondo caso, quando restiamo fermi, spianiamo la strada alle scelte altrui. I competitors vanno avanti, ci superano nelle vendite, nelle idee e nella conquista di un posizionamento strategico sul mercato migliore del nostro. Tutto ciò comporta inoltre frustrazione e negatività.

Un mio amico imprenditore in questi giorni mi ha detto: “tutte le aziende, grandi o piccole, hanno dei punti di debolezza” – verissimo – “c’è sempre qualcosa che funziona meno di un’altra”. 

La mossa vincente è iniziare a decidere. Senza paura. Basta un’analisi di un’ora al giorno con noi stessi, con i nostri dipendenti, con i nostri collaboratori per fare chiarezza su come migliorare la propria attività.

Decidere è meglio che restare fermi, nel lavoro e nella vita.

A proposito, quella parte di me che ho perso tra le scelte fatte, è stata la cosa migliore che potessi perdere.

Ve lo aspettavate eh? 🙃

Fabrizia

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