Accogliere gli Schiaffi della Vita: Trasformare le Difficoltà in Opportunità.

Se leggendo il titolo di questo articolo hai la sensazione che il consiglio sia quello di farsi prendere a schiaffi dalla vita, beh sappi che è proprio così. Momento, momento, momento! Prima di affrettarti a giudicare l’utilità di questo articolo è il caso di leggerlo tutto, poi potrai decidere se mandarmici oppure no.

Negli ultimi tempi una delle mie persone preferite sta vivendo un periodo molto stressante al lavoro. Ha scelto di fare diversi cambiamenti per dare una nuova forma e una nuova verve alla sua attività. I cambiamenti equivalgono ad una rottura della routine e sappiamo bene che noi esseri umani usciamo a fatica dalla nostra zona di comfort. A questo si sono aggiunti una serie di ostacoli nello svolgimento del lavoro. Ostacoli “normali” che di per sé fanno parte del suo ambiente lavorativo e che, quasi certamente, in un altro momento non avrebbero pesato così tanto sul suo umore.

Due settimane fa ha deciso di sfogarsi un po’ con me. Dall’esterno trovo tutti i cambiamenti che ha intrapreso molto validi. Sono certa che porteranno a grandi risultati. Inoltre, credo che ci sia voluta una grande dose di coraggio per attuare queste scelte. Allo stesso tempo, immagino quanto vivere la situazione dall’interno possa sembrare un inferno.

Io stessa ho vissuto situazioni simili innumerevoli volte. Chi non l’ha vissuta? Mi sono tornate in mente tutte le volte in cui mi sono sentita sotto assedio. Di tutte le volte che sono arrivata a casa stremata ed ho continuato imperterrita a lavorare, a pensare, ad arrovellarmi il cervello su come fare e quando fare questo e quello. In alcuni giorni resistevo e in altri volevo solo scappare. Mi ripetevo che se avessi sacrificato anche l’ultimo brandello della mia forza sicuramente questa cosa mi avrebbe giovato in futuro. Sono andata avanti così per diversi anni fino a quando il mio stomaco mi ha regalato una gastroenterite durata oltre un anno e mezzo. Ora starai pensando: “ecco, si è sentita male e si è fermata. Lieto fine”. Purtroppo no. Ho continuato a stare sotto assedio per taaaanto tempo ancora, con la sola differenza che prendevo un sacco di pillole molto, molto costose. Il cambio di atteggiamento è arrivato molto dopo. Il malessere, fisico e non, è un maestro severo. Non ci fornisce subito la lezione su un piatto d’argento. Ce la fa sudare. All’inizio vogliamo solo scacciarlo. Cerchiamo una soluzione veloce come la pillola; la verità è che dobbiamo capirlo prima, questo malessere, per liberarcene.

Volevo dire alla mia persona preferita qualcosa che fosse di supporto e non blaterare il classico consiglio finto. Ho ripetuto tutto quello che dissi a me stessa dopo essere uscita dall’assedio. Per inciso, chi mi teneva sotto assedio ero io.

Con questo non voglio dire che bisogna passare la vita a farsi prendere a schiaffi. Voglio dire che la vita non si può vivere ogni giorno come se fosse una favola e che nei periodi difficili e impegnativi e nei giorni in cui la stanchezza ti divora e non hai la lucidità, insistere nel nuotare controcorrente può amplificare il malessere. Porgere la guancia non significa arrendersi, ma accettare le avversità come parte integrante del nostro percorso di crescita. Tante volte ci si sforza di reagire e va bene. Altre volte, soprattutto quando il cambiamento è profondo, bisogna assimilare ogni emozione e vivere “il momento no” senza fare troppa resistenza. Se nuoti contro corrente, l’acqua metterà a dura prova i tuoi sensi, non ti sentirai lucido, non avrai il controllo di dove stai andando e, soprattutto, perderai in fretta le forze e potresti non arrivare più. Farsi trascinare un po’ dalla corrente ci consente di riposare, vedere nuove strade e tornare lucidi.

Ho sicuramente imparato di più dagli schiaffi che dalle vittorie. E tu, hai mai imparato qualcosa di utile da uno schiaffo della vita?

Fabrizia

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Fabrizia Cuozzo

Nasco in Puglia seppur il mio aspetto fisico abbia sempre confuso tutti. Appassionata di comunicazione fin da bambina, ho vissuto una serie di esperienza improbabili che sto trascrivendo in un libro vero e proprio non adatto ai bambini.

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